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Mobility Manager

La figura professionale del mobility manager è stata prevista di recente in Italia, nata nell'ambito degli accordi di Kyoto per la riduzione delle emissioni inquinanti. Il suo compito è quello di organizzare e gestire il piano degli spostamenti casa-lavoro dei dipendenti di un'azienda. In Italia esistono già da qualche anno società di progettazione in campo ambientale e di mobilità, ma la specifica figura professionale, sia quella d'azienda sia d'area, è stata definita soltanto con il decreto del marzo '98 del ministro dell'ambiente Ronchi.
In alcuni Paesi europei il mobility manager esiste già da qualche anno. Al contrario che in Italia, si tratta di una figura nata, nella maggior parte dei casi, dal basso, cioè dal luogo di lavoro. In Olanda, le aziende che prevedono un gestore della mobilità sono molte e sono supportate dai Centri regionali di coordinamento dei trasporti. Esperienze importanti sono già state sperimentate, inoltre, in Gran Bretagna, Belgio, Germania, Spagna e Svizzera. Le politiche e gli investimenti di mobility management sono incoraggiate anche dall'Unione Europea.

Data: 13/09/2000
Fonte: Redazione

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PROFILO

Il mobility manager ha il compito di organizzare e gestire il piano degli spostamenti casa-lavoro dei dipendenti di un'azienda.
Le possibilità d'intervento sono diverse: possono andare dal car pooling (la condivisione dell'automobile), già piuttosto diffuso nel Nord Europa, al pullmino privato, alla modifica degli orari di lavoro. Il mobility manager d'area è la seconda figura individuata dal decreto Ronchi: lavora per un ente territoriale con la funzione di coordinare i colleghi aziendali e mantenere i collegamenti con le strutture comunali e le aziende di trasporto.
La maggior parte dei mobility manager d'area sono al momento dipendenti di Comuni che operavano già nell'ambito dell'organizzazione della mobilità urbana.

Data: 13/09/2000
Fonte: Redazione

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REQUISITI

Un mobility manager deve essere un buon tecnico in grado di saper far condividere i propri obiettivi. Convincere un lavoratore a rinunciare al mezzo privato è una delle maggiori difficoltà da affrontare. Il mobility manager deve anche essere un bravo organizzatore, in grado di trovare soluzioni veloci ai piccoli intoppi che si presentano quotidianamente, saper utilizzare i sistemi informativi e essere in grado di interloquire con tutti, lavoratori e amministrazioni.

Data: 13/09/2000
Fonte: Redazione

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FORMAZIONE

La formazione più adatta per il mobility manager è sicuramente interdisciplinare. Il mobility manager può essere laureato o no, avere una preparazione umanistica oppure tecnica. Non è richiesta una competenza specifica. Per la pianificazione dei trasporti i corsi di laurea in ingegneria dei trasporti, architettura e urbanistica offrono una preparazione adeguata. Tra le lauree consigliate quelle in informatica, in statistica (specialmente demografica), economia, psicologia o filosofia.
Per diventare mobility manager è invece indispensabile frequentare un corso di specializzazione. Segnaliamo: - Enea, organizza corsi gratuiti finanziati dal ministero dell'Ambiente. Nel sito di Enea si trovano informazioni aggiornate: wwwerg.casaccia.enea.it/sire/Moma/index.htme - Federtrasporti, organizza un corso rivolto prevalentemente alle aziende di trasporto collettivo, ma sono eventualmente aperti anche a privati. Per informazioni, Federtrasporti: tel. 06-6860.3510. - Politecnico di Milano ha attivato una scuola di specializzazione che fra l'altro si occuperà della formazione del mobility manager.

Data: 13/09/2000
Fonte: Redazione

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SBOCCHI PROFESSIONALI

Se finora i mobility manager in Italia sono solo 200, questo numero è destinato a moltiplicarsi velocemente. Il decreto Ronchi prevede infatti che ce ne sia uno in tutte le aziende e gli enti pubblici con più di 300 dipendenti e nelle imprese con più di 800 impiegati situate nelle 23 città che hanno più di 150.000 abitanti o in quelle indicate a rischio atmosferico. Non saranno tutti posti di lavoro nuovi, molti incarichi sono destinati a essere ricoperti da assunti, ma di certo si apriranno spazi occupazionali anche per consulenti e liberi professionisti: alcune aziende preferiranno appoggiarsi a esperti esterni.
Tra i primi a organizzarsi ci sono anche le aziende di trasporto municipale, mentre diversi comuni hanno già costruito una rete di mobility manager: quelli di Perugia, Terni, Firenze, Bologna, Roma, Mantova e altri.

Data: 13/09/2000
Fonte: Redazione

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Data di pubblicazione: 23/10/2011 15:43
Data di aggiornamento: 23/10/2011 15:43