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Manager culturale

In Italia il management culturale e scientifico rappresenta attualmente una delle principali lacune del settore pubblico dei beni culturali. Alla direzione dei diversi istituti di quest'area sono infatti preposti soggetti con elevate competenze scientifiche, ma raramente con capacità direttive. Questa stessa scelta indica e riproduce continuamente una preferenza implicita per le attività di conservazione.
Una direzione che invece assuma entrambe le funzioni, conservativa e di valorizzazione, dovrà essere in grado di migliorare l'offerta e di accrescere le risorse da destinare ad essa.
Il manager dei beni culturali dovrà, dunque, tenere contemporaneamente conto delle specificità del suo campo di intervento, aprire le porte dell'organizzazione che dirige ad un pubblico sempre più ampio, ma non indifferenziato, e acquisire la capacità di gestione della cosa pubblica tenendo conto dell'ingresso, anche in questo campo, del privato (profit e non) a cui, tuttavia, non possono essere delegate le funzioni di programmazione, direzione e controllo.

Data: 01/04/2009
Fonte: Isfol (elaborazione redazionale)

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PROFILO

Il manager culturale è una figura professionale in grado di affrontare i diversi aspetti di natura economica, finanziaria, contabile, organizzativa, giuridica e di marketing che si incontrano durante la realizzazione di un evento socio culturale. Il manager culturale si occupa di:

- tradurre idee e indicazioni che provengono dalla Direzione scientifica in un progetto;
- predisporre e definire i progetti e iniziative culturali specifiche;
- svolgere attività di valutazione dell'impatto che la sua attività ha sul pubblico;
- studiare le caratteristiche della domanda culturale;
- definire le strategie di richiamo del pubblico;
- intervenire nella ricerca e reperimento delle risorse per la realizzazione dei progetti;
- identificare gli esperti e organizza i gruppi di lavoro che partecipano alla realizzazione di manifestazioni culturali (con particolare attenzione alla valorizzazione delle figure coinvolte);
- trasmettere al personale con cui opera i valori e gli elementi che definiscono il ruolo sociale dell'impresa culturale. I tempi di lavoro sono scarsamente strutturati e piuttosto variabili.

Dipendono dai ritmi imposti dal calendario delle attività nonché dalla mole di lavoro. Le principali tecnologie utilizzate dal manager culturale fanno riferimento a strumenti tradizionali per il disegno e la progettazione; l'uso di tecnologie innovative è previsto nell'ambito della comunicazione, dell'informazione e dell'informatica.
Una possibile specializzazione di questa figura è rappresentata dall'allestitore di mostre. Questi si occupa principalmente di curare la progettazione degli aspetti espositivi delle mostre e partecipa o coordina le attività legate alla concreta realizzazione dell'iniziativa.
é un'attività prevalentemente di carattere libero professionale che può essere svolta sia individualmente, sia in forma organizzata con la costituzione di società specializzate per settore.
Questa figura gode, nella realizzazione delle proprie attività, di ampi margini di autonomia dovendo rispondere del prodotto finale e potendo definire liberamente le modalità per realizzarlo.

Data: 01/04/2009
Fonte: Isfol (elaborazione redazionale)

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REQUISITI

La figura professionale del manager culturale necessita di una solida e ampia preparazione culturale di base; deve sapersi muovere in una logica trasversale, di integrazione tra i saperi umanistici e i saperi tecnico gestionali.
Pertanto, alle competenze specifiche dei proprio campo di intervento, dovrà affiancare capacità di analisi, di programmazione e pianificazione, di comunicazione, coordinamento e gestione di risorse sia umane che finanziarie, oltre che di valutazione. Oltre a questo il manager culturale deve conoscere i principi dell'economia della cultura e i fattori determinanti delle politiche culturali.
Deve possedere competenze riguardo alla gestione economica e finanziaria, alla gestione delle risorse umane, al marketing e alle metodologie e tecniche di comunicazione, al funzionamento delle istituzioni pubbliche e culturali, nazionali e internazionali.
Deve conoscere, inoltre, la legislazione nazionale e comunitaria che regola il campo culturale, la normativa contrattuale, gestionale e previdenziale. Deve essere in grado di operare nella predisposizione e gestione di un progetto, avvalendosi anche delle nuove tecnologie dell'informazione e della comunicazione.

Data: 01/04/2009
Fonte: Isfol (elaborazione redazionale)

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FORMAZIONE

Per la formazione necessaria al manager culturale, non esistono percorsi di istruzione definiti e lo stesso iter professionale possiede ancora caratteri non formalizzati e profondamente legati alle esperienze individuali. Certamente sono utili una sensibilità e una preparazione artistica. A questi dovrebbero sommarsi studi universitari (ad indirizzo umanistico o, preferibilmente, in architettura).
Esiste un'offerta formativa, anche se non rivolta in modo specifico a questa figura, che consente alcuni approfondimenti specifici da realizzare, ad esempio, attraverso corsi di museografia oppure di controllo dei clima.
In attesa che vengano predisposti programmi formativi adeguati, la formazione on the job e l'aggiornamento continuo, con la possibilità di frequenti scambi con altri professionisti e l'acquisizione di conoscenze circa le esperienze italiane e straniere più significative, costituiscono il principale fattore di successo per il manager culturale.
Riguardo al percorso professionale, le modalità di accesso al ruolo sono estremamente differenziate da caso a caso. Ad oggi, l'accesso è il risultato di percorsi individuali di crescita culturale le professionale a cui si sono associate particolari occasioni di lavoro.

Data: 01/04/2009
Fonte: Isfol (elaborazione redazionale)

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SBOCCHI PROFESSIONALI

Attualmente esistono buone opportunità occupazionali per il manager culturale, anche se di dimensioni limitate e rientranti nella libera professione e consulenza indirizzata anche a soggetti pubblici.
Tendenzialmente si prevede un accrescimento delle attività gestionali associate a una specializzazione di settore della figura professionale. In particolare, diverrà sempre più critica e strategica la funzione di scelta delle fonti e di reperimento delle risorse per iniziative innovativi (foundraising).
Per quanto riguarda lo sviluppo di carriera, l'attività di management culturale costituisce la vetta di un percorso che ha origine da una formazione specialistica e che vede, attraverso tappe successive, l'acquisizione di un ruolo gestionale.

Data: 01/04/2009
Fonte: Isfol (elaborazione redazionale)

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PER SAPERNE DI PIU'

Le principali iniziative formative specifiche per il manager culturale sono state attivate dalle Regioni. Per avere maggiori informazioni sulle opportunità formative e professionali è dunque opportuno rivolgersi agli Assessorati per la formazione e il lavoro delle Regioni e degli Enti locali.
é da segnalare una ricerca condotta dall'Università Bocconi di Milano sull'Economia delle Istituzioni Artistiche e Culturali che tratta ampiamente dei management della cultura; informazioni sono disponibili su internet all'indirizzo: www.uni-bocconi.it.
Il Ministero per i beni culturali ed ambientali ha allestito un sito internet (www.beniculturali.it) che presenta organizzazione, compiti e funzioni dei Ministero e permette l'accesso ad un motore di ricerca specifico per il settore.
é utile consultare anche il sito del Ministero dell'Università e della ricerca scientifica e tecnologica (www.murst.it) che fornisce, tra gli altri servizi, gli indirizzi internet di tutti gli atenei italiani.

Data: 01/04/2009
Fonte: Isfol (elaborazione redazionale)

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Data di pubblicazione: 23/10/2011 15:24
Data di aggiornamento: 23/10/2011 15:24