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Edicolante

Il mestiere del edicolante è cambiato per stare al passo con l'offerta di prodotti sempre nuovi e abbinati a gadget. Dalle poche decine di testate di inizio secolo, i 37 mila edicolanti italiani si ritrovano a gestire oltre 6 mila testate.
Ma è in continua crescita anche il numero di prodotti non propriamente editoriali che ogni giorno arrivano in edicola: dai cd alle videocassette, dai giocattoli ai profumi.
Di conseguenza aumenta la richiesta di licenze per attività promiscue, nelle quali la vendita di giornali viene associata ad altri articoli. Oltre che a realizzare buoni affari, il giornalaio ha a che fare con un prodotto un po' speciale: l'informazione.
Purtroppo il nostro Paese, con una media di 6.255.000 quotidiani acquistati ogni giorno, detiene un triste ventisettesimo posto nella classifica delle nazioni industrializzate.

L'attività degli edicolanti italiani è regolamentata dalle leggi n 426/71, dell'11 giugno 1971, e n 416/81, del 5 agosto 1981.

Data: 05/09/2009
Fonte: Redazione

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PROFILO

L'edicolante è il titolare di una rivendita di giornali e riviste. Ha in deposito i prodotti editoriali e restituisce l'invenduto. Una volta la settimana l'edicolante paga i giornali venduti all'editore, detraendo il suo guadagno.
L'edicolante per contratto deve garantite almeno dodici ore di apertura al giorno. Può chiudere soltanto una volta ogni due settimane. Di conseguenza, una domenica su due è obbligato a lavorare almeno fino alle ore 13.
Scarsi sono anche i periodi dedicati alle ferie: non superano i 18 giorni all'anno. Ogni giorno all'alba l'edicolante riceve dai distributori (da 2 a 6, a seconda della città e delle testate trattate) i giornali assegnati dall'editore alla sua rivendita.

Data: 05/10/2009
Fonte: Redazione

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REQUISITI

L'edicolante, come ogni venditore, deve avere una particolare predisposizione ai rapporti interpersonali. Inoltre, trovandosi a gestire qualcosa come 5.800 pubblicazioni e avendo quotidianamente a che fare con i suoi distributori (da un minimo di 2 a un massimo di 6, secondo il numero delle testate trattate dall'edicola stessa), i quali gli forniscono la merce e ai quali ritorna le copie di quotidiani e riviste invendute, deve necessariamente avere una grande capacità organizzativa.
Per diventare titolari di una rivendita, non è necessario aver conseguito un diploma di scuola media superiore, mentre è assolutamente indispensabile essere in possesso dell'apposita licenza (o autorizzazione amministrativa) comunale.
è altresì necessario essere iscritti sia al Registro delle imprese sia al Registro esercenti di commercio della Camera di commercio della provincia in cui si opera. Prima di aprire un'edicola, l'edicolante deve ovviamente assicurarsi che vi sia un distributore locale disponibile a fornirgli riviste e giornali.
Per svolgere la professione di edicolante è necessario ottenere l'autorizzazione, che spesso comporta lunghi tempi di attesa (da 6 mesi a un anno), soprattutto quando si vuole avviare l'attività in un chiosco, con relativa occupazione di suolo pubblico.
Decisamente più veloci le pratiche per quanto riguarda le attività in un negozio. In questo caso bisogna mettere in conto spese di gestione più alte, soprattutto per quanto riguarda il canone di affitto.
L'aspirante edicolante invia la domanda (in bollo) alla sezione commercio (ufficio edicole) del Comune competente. La richiesta è sottoposta al vaglio di una commissione comunale (composta da assessore al commercio, editori, distributori e rappresentati sindacali degli edicolanti) che deciderà sull'opportunità di concedere l'autorizzazione.

Data: 05/09/2009
Fonte: Redazione

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FORMAZIONE

Non esiste uno specifico percorso formativo per svolgere la professione di edicolante. Oltre all'assolvimento dell'obbligo formativo, possono rivelarsi utili conoscenze di base di informatica, per la gestione di arrivi e rese, e di contabilità per far fronte alle esigenze amministrative, per altro non particolarmente gravose.

Data: 05/09/2009
Fonte: Redazione

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SBOCCHI PROFESSIONALI

Il reddito medio per un edicolante si aggira sui 3 mila euro al mese. Ma questa cifra può facilmente raddoppiare grazie alle attività che si trovano in aree decisamente strategiche dal punto di vista commerciale.
La spesa maggiore per un edicolante è certamente quella relativa all'acquisto del chiosco, una cifra non inferiore ai 30-40 mila euro. Ma si può scendere a 20-25 mila euro nel caso di una struttura usata. D
ovendo rispettare i prezzi imposti dagli editori, gli edicolanti hanno un guadagno fisso su tutti gli articoli che vendono. Tale guadagno è pari a una quota:

- variabile fra il 19 e il 21% del prezzo di copertina di tutte le pubblicazioni, comprese le video e musicassette allegate a quotidiani e periodici;
- pari al 24% del prezzo di copertina dei libri;
- al 3,5% del prezzo delle tessere telefoniche e di quelle Viacard (entrambe le tessere possono però essere vendute esclusivamente dagli edicolanti che abbiano la partita Iva);
- variabile fra il 3,5 e il 5% del prezzo dei biglietti dei mezzi pubblici.

Fra le voci di gestione che deve sostenere l'edicolante, oltre alla eventuale retribuzione di un collaboratore, si trovano le tasse. Irpef e tassa sulla salute vengono calcolate in base all'utile prodotto dall'attività. Poi ci sono Iciap, Imposta comunale sulle imprese (circa 400 mila all'anno), la tassa sui rifiuti (circa 200 mila lire), la tassa per il rinnovo della licenza (circa 300 euro).
A tutto ciò occorre aggiungere le spese necessarie per l'illuminazione e il telefono. Da non trascurare il riscaldamento: per chi sceglie un apparecchio elettrico per difendersi dal freddo quando la temperatura è più rigida, la spesa è piuttosto elevata.

Data: 05/09/2009
Fonte: Redazione

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PER SAPERNE DI PIU'

Per maggiori informazioni sulla figura professionale dell'edicolante è possibile contattare:

- Fieg, Federazione italiana editori giornali
via Petrarca 6, 20123 Milano
tel. 02 4692451.
e-mail: fieg@fieg.it
sito web: www.fieg.it.
Alla Fieg aderiscono le aziende editrici di giornali quotidiani e periodici, le agenzie nazionali di stampa, l'Associazione stampatori italiana giornali, la Federazione delle concessionarie di pubblicità e l'associazione distributori nazionali.
La Fieg tutela libertà di stampa ed economicità delle aziende editrici; promuove lo sviluppo della diffusione dei mezzi di comunicazione; elabora studi di settore; difende diritti e interessi morali e materiali delle Associate.

- Sinagi, sindacato nazionale giornalai (Cigl)
via Gregorio VII 350, Roma
tel. 06 6623198.

- Snag, Sindacato nazionale autonomo giornalai
via S. Sisto 3, 20123 Milano
tel. 02 878700.

- Cisl Giornalai
via Capitan Bavastro 62,
00154 Roma
tel. 06 5755818.

- Uil Giornalai, via Lenin, Roma
tel. 06.5500677
via Macchi 27/a Milano
tel. 02 67073952.

Data: 05/09/2009
Fonte: Redazione

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Data di pubblicazione: 22/10/2011 18:17
Data di aggiornamento: 22/10/2011 18:17