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Archivista

Il mercato del lavoro archivistico è, secondo gli addetti ai lavori, in crescita. E si muove liberamente. Molti professionisti si riuniscono oppure si appoggiano a cooperative, consorzi o centri di ricerca.
Un consiglio da non trascurare assolutamente: mandare sempre un curriculum alla Sovrintendenza archivistica della propria Regione, perché è qui che frequentemente si rivolgono enti o società alla ricerca di esperti che riorganizzino il loro archivio.
La richiesta del mercato del lavoro è soprattutto di archivisti che siano in grado di riordinare e inventariare il materiale già esistente, ma anche di gestire il flusso documentario e le informazioni che da questo si possono trarre: in pratica tutto ciò che serve alla funzionalità degli uffici o dell'ente. Accanto agli archivi di Stato e a quelli storici tradizionali, infatti, ci sono centinaia di istituzioni pubbliche e private.
In questa direzione spingono anche alcune normative da poco in vigore: la legge sulla trasparenza (basti pensare alla necessità di recuperare velocemente fascicoli o pratiche) e quella sulla tutela della privacy. Che, di conseguenza, impone una corretta conservazione di tutti i documenti riservati - per esempio, le cartelle cliniche o i fascicoli del personale - e, infine, una norma che incentiva i privati a valorizzare tutto il materiale cartaceo di notevole interesse storico e a renderlo disponibile al pubblico.
Viene definita di notevole interesse storico tutta quella documentazione, anteriore ai settant'anni, cui la Sovrintendenza archivistica - l'ente che ha il compito di vigilare su tutti gli archivi pubblici e su quelli privati dichiarati, appunto, di notevole interesse storico - riconosce questo titolo con atto amministrativo.
Molte società, banche, imprese industriali di grandi dimensioni, medie imprese manufatturiere cominciano a rendersi conto di quanto sia importante valorizzare la propria memoria storica (per esempio, l'archivio Enel, appena inaugurato, che ha tra l'altro ereditato la documentazione di oltre 1200 società elettriche precedenti la nazionalizzazione). La specializzazione emergente è dunque quella dell'archivista d'impresa. Una figura che sta conquistando sempre più spazio all'interno delle grandi aziende.

Data: 01/04/2009
Fonte: Isfol (elaborazione redazionale)

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PROFILO

Quello dell'archivista è un lavoro svolto prevalentemente alle dipendenze di archivi storici pubblici o, più raramente, privati o di natura ecclesiastica.
Nei limiti delle proprie competenze, il grado di autonomia dell'archivista è abbastanza ampio, soprattutto in relazione agli ambiti di attività che non possono essere normati, né standardizzati completamente come, ad esempio, quelli riguardanti l'identificazione e la scelta dei documenti di valore storico, l'interpretazione e la contestualizzazione dei documento ecc. Per svolgere le attività che caratterizzano questa professione è previsto l'uso delle diverse tecniche e strumenti di trattamento dei dati a carattere informatica.
L' archivista deve inoltre essere in grado di dialogare con i tecnici di riproduzione e restauro e dunque conoscere, sia pure in linea teorica, problematiche tecnologiche connesse.
Figura nuova ma dal cuore antico, l'archivista si è trasformato in un professionista dinamico, gestore d'informazioni: dialoga quotidianamente con il computer, pur nella consapevolezza che soltanto il documento cartaceo ha valore legale.
Per quanto riguarda l'organizzazione dei lavoro e degli orari il riferimento è rappresentato dalle norme contrattuali a riguardo. Infine non deve tralasciare il problema dell'ottimizzazione degli spazi per evitare l'eccessivo accumulo di documentazione.
Un'altra competenza indispensabile per un buon archivista è la logistica, intesa come capacità di trovare soluzioni tecnico-operative che consentano di ottenere il migliore risultato al minor costo possibile.
Per gli archivisti che operano nell'ambito dell'amministrazione dello Stato si applicano i contratti della categoria ed il trattamento dei personale si riferisce ai diversi livelli di inquadramento previsti (VII, VIII e IX qualifica funzionale).

Data: 01/04/2009
Fonte: Isfol (elaborazione redazionale)

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REQUISITI

Oltre alle conoscenze relative alle discipline specifiche (archivistica, paleografia, diplomatica) e a quelle riferite alla tipologia dei documento affidato alla cura degli archivisti per la sua interpretazione e corretta contestualizzazione, sono ritenute necessarie competenze riguardanti l'organizzazione e la conservazione dei patrimonio documentario secondo le diverse tecniche archivistiche, l'amministrazione tecnico gestionale dell'archivio e l'assistenza per l'utenza finalizzata all'uso ottimale delle risorse e delle strutture dell'archivio. Sono poi essenziali competenze di natura informatica.

Data: 01/04/2009
Fonte: Isfol (elaborazione redazionale)

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FORMAZIONE

Per diventare archivista bisogna frequentare una delle diciassette Scuole di archivistica, paleografia (studio della scrittura antica) e diplomatica (studio delle forme e della valenza giuridica del documento) istituite nel nostro Paese presso gli archivi di Stato. I corsi biennali, a numero chiuso, prevedono una prova scritta d'ammissione (traduzione dal latino) e un colloquio orale.
Per accedervi bisogna essere in possesso del diploma di scuola media superiore. Molti corsi di laurea in lettere e filosofia, inoltre, hanno una cattedra di archivistica, mentre presso l'università di Roma esiste una scuola speciale per archivisti e bibliotecari che rilascia il diploma di archivista paleografo. Manca, invece, un corso per archivisti contemporanei, dall'epoca napoleonica in poi.
Chi vuole conseguire questa specializzazione può seguire seminari, cicli di lezioni, corsi di formazione professionale, anche specifici (per esempio, anche rivolti a coloro che lavoreranno presso enti pubblici territoriali: Comuni, Province e Regioni) organizzati da istituzioni diverse, spesso dalle sovrintendenze archivistiche ma anche da organizzazioni private che collaborano con organismi statali.
Ci si può inoltre rivolgere alle scuole di archivistica per avere ulteriori informazioni. Anche per chi già opera nel settore esistono occasioni di perfezionamento e approfondimento come quelli offerti dall'Associazione professionale di categoria (Anai - Associazione Nazionale Archivisti Italiani) che organizza convegni e seminari di formazione per queste figure professionali.
Per quanto riguarda il percorso professionale, le assunzioni nell'amministrazione statale sono legate a concorsi pubblici per titoli ed esami e i requisiti per accedere ad un Archivio di Stato nel profilo Archivista di Stato (VII qualifica funzionale) sono:

- il possesso dei diploma di laurea in lettere o Filosofia o Giurisprudenza o Scienze politiche o Economia e commercio, Scienze statistiche e attuariali e altre equiparate;
- la conoscenza approfondita dei latino;
- la conoscenza di una lingua straniera.

Oltre ai requisiti indicati, per l'accesso o il passaggio al profilo di Archivista di Stato ricercatore storico scientifico (VIII qualifica funzionale) è richiesto:

- il possesso dei diploma di Archivistica, paleografica e diplomatica di livello universitario a conclusione di un corso di durata almeno biennale ;
- la conoscenza approfondita di una lingua antica (oltre al latino) a scelta tra: greco, arabo, francese, tedesco, catalano, spagnolo, serbo croato;
- la conoscenza più approfondita di una lingua straniera.

Per l'amministrazione statale il percorso di carriera è definito dai canali e dai meccanismi di mobilità verticale previsti per legge e sui quali si innestano le motivazioni e le capacità personali. Si accede, normalmente, con la qualifica di Archivista di Stato (VII qualifica funzionale) e si procede con l'inquadramento nella VIII e poi nella IX.
Per quanto riguarda il lavoro autonomo o semi autonomo, oltre al bagaglio di competenze, la capacità imprenditiva, rappresenta la principale risorsa.

Data: 01/04/2009
Fonte: Isfol (elaborazione redazionale)

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SBOCCHI PROFESSIONALI

Il numero di archivisti di Stato nel 1995 ammontava a 392 unità, mentre non sono noti i livelli occupazionali nel resto dei settore pubblico e in quello privato. Tuttavia le leggi 241 e 142 dei 1990 impongono agli enti pubblici, di rendere accessibili i documenti prodotti.
Questo obbliga quindi alla creazione di archivi non solo correnti, come quelli già normalmente presenti, ma anche di deposito e storici e richiederà, nei prossimi anni, l'impiego di personale specializzato per la loro gestione.
Questa situazione fa prevedere che se queste norme vengono applicate potrebbero condurre alla creazione di migliaia di nuovi posti di lavoro, tanti quanti sono, per lo meno, gli enti interessati, per queste figure professionali.

Data: 01/04/2009
Fonte: Isfol (elaborazione redazionale)

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PER SAPERNE DI PIU'

Maggiori informazioni sulla professione di archivista possono essere richieste presso:

- Scuola per archivisti, istituita dall'Università di Bologna presso la sede decentrata di Ravenna;
- Scuola speciale per archivisti e bibliotecari istituita presso l'Università di Roma La Sapienza;
- Scuole di archivistica, paleografia e diplomatica presenti presso 1 7 Archivi di Stato;
- Scuola di specializzazione in Diplomatica e archivistica presso l'Università di Bari;
- Scuola vaticana di biblioteconomia (Roma).

Informazioni relative allo status professionale di archivista:

- Anai, Associazione nazionale archivisti italiani
via G. Bazzoni 15
00195 Roma
tel. e fax 0637517714
sito web: www.anai.org
L'azzociazione contribuiisce alla conservazione e valorizzazione del patrimonio archivistico e promuove lo studio delle questioni inerenti agli archivi privati e pubblici. Realizza iniziative di formazione o aggiornamento per la professione è favorisce le relazioni tra archivisti italiani e stranieri.
Infine, afferma la funzione culturale, giuridica e amministrativa degli archivi e tutela la professionalità degli archivisti.

Data: 01/04/2009
Fonte: Isfol (elaborazione redazionale)

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Data di pubblicazione: 22/10/2011 14:28
Data di aggiornamento: 22/10/2011 14:28