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Comunicazioni obbligatorie

Entrato in vigore l’11 gennaio 2008 – e pienamente operativo dal 1 marzo 2008 – il decreto interministeriale del 30 ottobre 2007 stabilisce le nuove modalità per le comunicazioni obbligatorie (assunzioni, trasformazioni, proroghe e cessazioni dei rapporti di lavoro) da parte dei datori di lavoro pubblici e privati.
Il nuovo sistema sostituisce le vecchie procedure con cui le aziende inoltravano le comunicazioni ai Centri per l’impiego (Cpi), all’Inps, all’Inail e al Ministero del Lavoro: diverse comunicazioni cartacee ora sostituite da un’unica comunicazione telematica.
Cambia anche la platea dei rapporti di lavoro interessati: non solo i contratti di lavoro subordinato, ma anche i rapporti di lavoro a progetto e di associati in partecipazione, i tirocini di formazione e di orientamento, il trasferimento e il distacco del lavoratore, la modifica della ragione sociale ed il trasferimento o la fusione di azienda o ramo di essa.

Gli obblighi della comunicazione sono estesi anche ai datori di lavoro agricoli, agli enti pubblici ed alle Pubbliche amministrazioni. Il termine della comunicazione di assunzione è stato anticipato al giorno precedente l’instaurazione del rapporto di lavoro.

Le agenzie di somministrazione devono comunicare entro il 20° giorno del mese successivo. Nel caso di trasformazione o cessazione del rapporto di lavoro la comunicazione invece essere fatta entro i 5 giorni successivi.

In pratica
Il sistema informatico per le Comunicazioni Obbligatorie (CO), consente a tutti i soggetti, obbligati e abilitati, di inviare le comunicazioni di assunzione, proroga, trasformazione e cessazione di rapporti di lavoro secondo i modelli unificati previsti dal Ministero del lavoro (UnificatoLAV e UnificatoSOMM), nonché le comunicazioni di assunzione con caratteristiche di urgenza (Modello UnificatoURG) e le trasformazioni/ trasferimenti aziendali (UnificatoVARDATORI).

Per prima cosa gli utenti devono registrarsi al sistema per ottenere la password di accesso. Le istruzioni per la registrazione variano da Regione a Regione. Per questo il Ministero ha inserito in una sola pagina i link relativi alle modalità di accreditamento in ciascuna Regione: clicca qui per accedere alla pagina.
Il sistema informatico CO è un sistema federato basato su una serie di nodi regionali che rappresentano il luogo virtuale dove inviare le comunicazioni dei datori di lavoro.
La comunicazione viene indirizzata ai differenti destinatari (enti previdenziali ed assicurativi, Ispettorati, il Ministero stesso ed eventuali altre Regioni di competenza) utilizzando l’infrastruttura di cooperazione realizzata dal Ministero del Lavoro e dalle Regioni: una rete che connette tutti i sistemi regionali, che semplifica le procedure per l’utente e, al contempo, consente di avere le informazioni in tempo reale.

I datori di lavoro, dopo aver inserito le proprie credenziali (nome utente e password) sul sito della Regione in cui ha sede l’azienda (se l’azienda ha sede in più regioni si può scegliere l’accentramento della procedura, potranno inoltrare le comunicazioni, basate sui modelli ministeriali, in due modi:

· compilando apposite maschere web aderenti ai modelli
· caricando sul sistema file contenenti più comunicazioni (in formato XML).

Il sistema consente inoltre agli utenti di comunicare la rettifica o l’annullamento di una comunicazione inoltrata. Terminata la procedura di invio, il sistema rilascia all’utente una ricevuta elettronica che conferma l’avvenuta presa in carico della comunicazione. Nella ricevuta saranno indicati il codice di comunicazione e la data di comunicazione, che è certificata dal sistema stesso.
Le comunicazioni obbligatorie vengono a questo punto inoltrate a tutti i soggetti competenti, e archiviate in una banca dati dove potranno essere consultate dai vari soggetti istituzionali abilitati (Cpi, Province, Regioni ed Ministero del Lavoro) a seconda della propria competenza e visibilità sui dati. La banca dati viene utilizzata inoltre dal Ministero per avere della statistiche in tempo reale sull’andamento delle comunicazioni.


Lavoro domestico
Con l’entrata in vigore delle comunicazioni obbligatorie online , cambiano anche le regole per l’assunzione di colf e badanti. Oltre alla comunicazione telematica, i datori di lavoro domestico potranno effettuare le comunicazioni attraverso il Centro per l’impiego ove è ubicata la sede di lavoro, attraverso i seguenti mezzi:

· consegna a mano, avendo cura di farsi rilasciare dall’Ufficio un protocollo contenente data di consegna e ufficio che lo rilascia;
· via fax, in questo caso bisogna conservare la ricevuta con l’indicazione della data di invio;
· raccomandata A/R.

In pratica, per i datori di lavoro domestico, non c’è obbligo di comunicazione telematica.


Assistenza e istruzioni per l’uso
Per l’invio delle comunicazioni telematiche e per fornire ai datori di lavoro tutte le istruzioni necessarie all’utilizzo della nuova procedura, il Ministero del Lavoro ha creato una sezione all’interno del proprio sito web (www.lavoro.gov.it/CO). La nuova sezione contiene il collegamento con i servizi regionali per l’accreditamento e l’invio delle comunicazioni, i modelli unificati, un glossario tecnico, la normativa specifica sull’argomento, nonché una raccolta di risposte alle domande più frequenti (Faq).

Per fornire ulteriori chiarimenti sul funzionamento del sistema telematico delle CO il Ministero del Lavoro ha messo a disposizione un call center (attivo dal lunedì al venerdì, dalle ore 9.00 alle ore 20.00): numero verde: 800 196 196

Il supporto – tecnico o informativo – può essere richiesto anche via e-mail:

· aiutotecnicoCO@lavoro.gov.it (per ricevere supporto tecnico)
· co@lavoro.gov.it (per informazioni o dubbi sulla normativa)

E’ possibile rivolgersi direttamente alle singole Regioni contattando i call center relativi ai sistemi telematici regionali: per consultare l’elenco completo dei call center attivati da Regioni e Province, clicca qui.

 

Il rapporto sulle comunicazioni obbligatorie
Dall’indagine del ministero del Lavoro emerge anche che solo il 18,9% dei nuovi rapporti è a tempo indeterminato Oltre due terzi dei rapporti di lavoro attivati nel 2011 sono stati a tempo determinato (il 68%) solo il 18,9% dei nuovi contratti è stato a tempo indeterminato mentre appena il 2,8% dei rapporti instaurati è stato di apprendistato. L’8,5% dei contratti ha riguardato collaborazioni.
E’ quanto emerge dal Rapporto 2012 sulle comunicazioni obbligatorie, relativo al triennio 2009-2011.
Dal 2009 al 2011 le attivazioni trimestrali di nuovi rapporti di lavoro passano da 2,3 a 2,8 milioni. Secondo il dossier, il 68% delle assunzioni che annualmente vengono effettuate sono a tempo determinato e riguardano qualifiche professionali di medio – basso livello e a carattere stagionale (prevalentemente braccianti agricoli, manovali, commessi e assimilati, collaboratori domestici). L’indagine rileva inoltre che il numero medio di contratti attivati per le donne lavoratrici è considerevolmente più alto rispetto alla componente maschile.
Sul piano generale circa il 30% degli accordi di lavoro cessati presenta una durata inferiore al mese (il 13% a durata pari a un giorno) e in particolare 4 rapporti a tempo indeterminato su 10 che nel 2011 sono giunti a conclusione hanno avuto una durata inferiore ai 12 mesi.
Analizzando le percentuali dei nuovi rapporti di lavoro per area geografica, il rapporto rileva come circa il 40% si concentri al Nord, il 35% nel Mezzogiorno e i restanti nel Centro Italia, dove la dinamica dei rapporti attivati resta comunque positiva con una variazione tendenziale negativa solo nel quarto trimestre 2011. E’ il Meridione, si legge ancora nel rapporto, a essere l’unica area del paese in cui si rileva una pur limitata crescita delle attivazioni nell’intervallo ottobre – dicembre dello scorso anno (+0,7%).

Dall’analisi dei dati scaturiscono, in sintesi, le seguenti fenomenologie:

- Un progressivo rallentamento del tasso di crescita, culminante in una contrazione negli ultimi due trimestri del 2011, sia del volume delle attivazioni – riguardante per lo più la componente maschile e le forme contrattuali a tempo indeterminato – sia delle cessazioni, segno dunque di un sostanziale stallo della domanda di lavoro;

– Circa il 60-70% delle assunzioni che annualmente vengono effettuate dai soggetti datoriali sono a tempo determinato e riguardano qualifiche professionali di medio-basso livello e a carattere stagionale (prevalentemente braccianti agricoli, manovali, commessi e assimilati, collaboratori domestici, etc.);

– Con riferimento agli individui, si evince che il numero medio di contratti attivati per le donne lavoratrici è considerevolmente più alto rispetto alla componente maschile (rispettivamente 1,79 e 1,64 nel 2011), a indicare storie occupazionali caratterizzate da una maggiore discontinuità contrattuale;

– Circa il 30% dei contratti cessati presenta una durata inferiore al mese (il 13% ha durata pari ad 1 giorno) ed in particolare 4 rapporti di lavoro a tempo indeterminato su 10 che nel 2011 sono giunti a conclusione, hanno avuto una durata inferiore ai 12 mesi;

– Tra i motivi di cessazione è da rilevare il peso considerevole di quelle richieste dal lavoratore (pari a circa il 17-19% del totale dei rapporti cessati), che hanno interessato, nel 2011, 1,6 milioni di lavoratori;

– nel caso degli stranieri la quota di assunzioni a tempo indeterminato è rilevante. Tuttavia, dall’analisi dei motivi di cessazione, è possibile intuire come queste assunzioni siano contrassegnate da una fragilità di fondo, dovuta per lo più a repentini processi di interruzione prevalentemente dovuti a cessazioni dei rapporti lavorativi richieste dal lavoratore, la cui incidenza percentuale, nel caso degli extracomunitari, fa segnare valori quasi doppi rispetto a quanto sia rilevabile per i contratti conclusi nel 2011 che hanno interessato lavoratori italiani.


Data: 01/07/2012
Fonte: Redazione

Data di pubblicazione: 21/10/2014 11:35
Data di aggiornamento: 21/10/2014 11:37