.:: Filo ::.

Home > Comunicazione > News 2014 > Quanta voglia di Made in Italy

Newsletter "Numeri e storie"

Quanta voglia di Made in Italy
uploaded/Generale/Newsletter/madeinitaly.jpg

Cresce la richiesta di prodotti Made in Italy all’estero: del +4,1% nel 2013. Ma cresce anche la quota di esportazioni di beni a marchio italiano che avviene grazie all’e-commerce.

Lo sostiene l’Internet Export Report Google-Doxa che ha analizzato il fenomeno per aiutare le aziende a cogliere questa opportunità e valorizzare il proprio Made in Italy proprio attraverso il canale e-commerce. Qualunque settore del Made in Italy si voglia considerare, dall'eccellenza orafa di Valenza (AL) all'Aceto balsamico di Modena, la chiave per raggiungere il successo sta nel saperne valorizzare l’identità: per farlo, è necessario scegliere il canale che permetta di dare al proprio marchio tutte le opportunità che merita. Agli occhi del cliente straniero il Made in Italy è già sinonimo di elevata qualità del prodotto, design attraente, funzionalità, precisione e tecnica; tuttavia, senza l’adeguata visibilità, propria di un canale quale quello dell’e-commerce, anche il prodotto dalle potenzialità più elevate sarà destinato al fallimento: vendere un prodotto di qualità è importante ma intercettare il pubblico a cui venderlo è essenziale.
Ecco allora che Internet può rappresentare un ottimo alleato per la propria strategia di comunicazione, sfruttandolo ad esempio per pubblicare e diffondere video che mostrino il processo di produzione o per dare informazioni e comunicare in maniera diretta con i clienti. In particolare, Internet può:

 

• mostrare l'artigianalità dei prodotti e rendere visibile il processo produttivo;
• raccontare il singolo prodotto, le sue caratteristiche, peculiarità e ciò che lo rende unico;
• esaltare la tradizione e/o l’innovazione del prodotto, due concetti in realtà complementari perché anche un prodotto della tradizione con il tempo si adatta alle esigenze di carattere commerciale, normativo, ambientale, sociale e culturale;
• rafforzare il legame con il territorio utilizzando servizi come Google Maps;
• sfruttare l’associazionismo nato attorno al Made in Italy e conosciuto a livello internazionale (Slow Food, Made in Italy produttori italiani, Federazione Moda Italia e così via) per ottenere credibilità e rivendicare la qualità del prodotto.

Il trend è già chiaro: in media, il 31,5% di fatturato export delle Pmi che vendono Made in Italy arriva attraverso l’e-commerce, perchè Internet permette di raggiungere un bacino di utenza molto ampio e variegato; consente alle piccole e medie imprese di crescere e presentarsi sul mercato internazionale senza intermediazione.
L’Internet Export Report Google-Doxa ci dice che l’e-commerce è il canale che in assoluto offre le più valide opportunità per migliorare la competitività dell’export Made In Italy, impiegando budget compatibili con le risorse di gran parte delle Pmi.
Eppure oggi la presenza su Internet di Pmi del Made in Italy è ancora bassa: soltanto il 34% di queste ha un proprio sito internet ed un esiguo 13% lo utilizza per fare e-commerce. Per questo è necessario continuare a sensibilizzare le aziende italiane a fidarsi della tecnologia, passando al canale online come ad un’opportunità in più per il proprio business.
Da qui l'invito dell'Internet Export Report Google-Doxa a migliorare la performarce delle Pmi su Intenet con nuova frontiera di sviluppo e promozione.

Consulta l’Internet Export Report Google-Doxa.

Data di pubblicazione: 18/07/2014 15:41
Data di aggiornamento: 18/07/2014 16:19