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Startupper, giovani e felici

Come si trasformano in soli tre mesi semplici studenti universitari, alle prese con libri, esami e appunti di economia, ingegneria o matematica, in felici «startupper», con una buona idea tra le mani da presentare agli investitori?

Semplice, con Innovaction Lab, uno dei migliori successi mondiali nel campo della formazione imprenditoriale. Nel corso dei suoi 3 anni di attività, dal 2011 ad oggi, ha dato vita ad oltre 30 startup finanziate da investitori privati e fondi di investimento di venture capital.
L'obiettivo è aiutare, principalmente i giovani che sono nel mondo delle università, ad acquisire le capacità necessarie a comprendere il potenziale di mercato di un progetto innovativo e come presentare tale progetto in modo efficace a fondi di investimento di venture capital.
I corsi di InnovAction Lab sono del tutto gratuiti per i partecipanti. L’associazione è sostenuta da partner e sponsor che decidono di sostenere l’iniziativa perché credono nel potenziale di crescita dei ragazzi italiani e nella necessità di avvicinare concretamente i giovani al mondo delle imprese. Tra tutti i progetti imprenditoriali sviluppati, una giuria di circa 100 investitori selezionerà quelli che partiranno per un viaggio all'estero in cui verranno messi in cantiere: quest'anno alcuni andranno a New York a conoscere l’ecosistema dell’innovazione oltreoceano, altri a Tel Aviv per lo startup nation in Israele.

A partire per New York saranno i primi due team che sono saliti sul podio per il primo e il secondo posto. I milanesi di Solo che avevano già vinto l’edizione regionale, capitanati da Edoardo Raimondi hanno entusiasmato la giuria con l’ideazione un Pos per il pagamento digitale che permette di pagare senza strisciare la carta di credito da qualsiasi dispositivo, pc o smartphone accedendo ad un link gestito dalla startup che si appoggia a Mangopay per le transazioni. Il tutto, senza scaricare app o fare una registrazione perché il dispositivo è sviluppato in HTML5 e pensato anche per associazioni no profit che vogliano raccogliere donazioni. Parla romano invece il team di Slapped, secondo classificato che ha sviluppato una app per smartphone che permette di lanciare e rendere social una qualsiasi sfida chiamando a partecipare i propri amici o gli iscritti alla community tramite una foto o un video.
Ad aggiudicarsi il terzo posto è Lawe, una piattaforma online e market place per trovare in tempo reale un avvocato specializzato a tariffa fissa per ogni controversia legale. Sono idee 2.0 quelle arrivate in finale, progetti digitali per utenti sempre connessi che probabilmente sbarcheranno sul mercato in una forma diversa da quella presentata qui. Agli investitori chiedono una media di centomila euro per sviluppare le loro app e curare il marketing e la comunicazione.

Ad incoraggiare i giovani startupper in erba ci sono le storie di quelli che ce l’hanno fatta, gli ex allievi di Innovaction Lab che magari dopo la prima startup o grazie a questo percorso hanno trovato la loro strada. Come Matteo Stefanelli che non arriva a 30 anni, country manager Italia di Airbnb che racconta: "Questo corso mi ha aperto gli occhi su quello che volevo fare, ho partecipato alla prima edizione nel 2011 e ho sentito parlare in quella occasione di questa startup Airbnb fondata da tre giovani americani, l’idea di questo turismo nelle case mi ha subito appassionato, sono diventato un esperto e dopo un anno e mezzo lavoravo con loro a Berlino".
"Tutto ha inizio su un campo da rugby - spiega Augusto Coppola tra i fondatori di InnLab – portiamo i partecipanti sul campo e lì durante la partita i ragazzi si conoscono e devono costruire il loro team multidisciplinare di 4 persone. Poi per 4 settimane seguono 4 seminari e 4 web in air e cominciano a dare forma alla loro idea, studiano il mercato, preparano il pitch, individuano gli obiettivi, poi sbagliano si trovano a risolvere delle sfide e a trovare soluzioni e alla fine capiscono cosa gli serve. Quest’anno abbiamo fatto tre edizioni a Cagliari, Milano e Roma e si sono candidati più di 700 ragazzi, in finale ne sono arrivati 200 in 10 team".

Tra i finalisti del Lazio anche Filo che ha sviluppato un piccolo smart device Bluetooth per «avere tutto sotto controllo»" che si può applicare ad oggetti (la classica borsa o le chiavi dimenticate sempre da qualche parte) e anche ad animali e bambini. Con Filo è possibile verificare la posizione delle cose a cui tieni fino a 100 metri di distanza.
Da segnalare anche Nutrime la app per la rinascita fisica che promette grandi risultati per superare «la prova costume» e collega l’utente con un coach nutrizionale per consigli e programmi di benessere quotidiani a seconda che si voglia perdere peso o guadagnare massa muscolare.
E per fnire, Tutored, piattaforma online che mette in contatto studenti e insegnanti per lo studio e le ripetizioni e YOURsmartADV che raccoglie e distribuisce pubblicità sugli smartphone permettendo agli utenti che la installano di risparmiare sul contratto di abbonamento.

Se tutte queste idee funzioneranno lo dirà il mercato, nei prossimi anni.

 

Data di pubblicazione: 08/07/2014 10:51
Data di aggiornamento: 08/07/2014 11:06