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L'economia riparte dalla fabbrica

Il fatturato dell’industria manifatturiera tornerà a crescere dell’1,5% già alla fine del 2014, per poi accelerare nei quattro anni successivi, quando l’aumento dei ricavi potrebbe tenere il ritmo del 2%. Lo dice il Rapporto dei settori industriali, l’analisi annuale di Intesa Sanpaolo e Prometeia, giunta alla 85esima edizione.
In termini assoluti, il quinquennio di moderata crescita permetterà di recuperare 80 miliardi di euro di fatturato sui 180 persi tra il 2007 e il 2013. Nel 2018 il fatturato dell’industria italiana sarà ancora dell’11% inferiore rispetto al 2007.I curatori dell'indagine evidenziano come la crisi abbia sì ridotto le dimensioni del sistema industriale italiano ma lo abbia anche rafforzato soprattutto in termini di livello qualitativo delle produzioni. Dopo anni in cui la fabbrica è stata vista come una reminiscenza del passato, la old economy rispetto alla new economy , e dopo la crisi, si torna a pensare all’importanza delle capacità e delle competenze manifatturiere. Il futuro dell’economia europea non sarà basato sui servizi, come molti pensavano ma sulla manifattura.
Tornando all'Italia, nel 2014, i settori che conosceranno ritmi di sviluppo più intensi saranno, in particolare, i produttori di beni intermedi (intermedi chimici, metallurgia, prodotti in metallo, altri intermedi), i primi a ripartire nelle fasi di ripresa ciclica, e i settori della meccanica e dell’automobile e motocicli, che potranno beneficiare della tonicità di molti mercati esteri e del rimbalzo atteso sul mercato interno per la domanda di alcuni prodotti, giunta su livelli di minimo.

Nel medio termine, lo scenario vede favoriti i settori a maggiore proiezione internazionale, in particolare i produttori di beni di investimento, che godranno di migliori condizioni di domanda sia sui mercati internazionali che su quello interno: nuovamente meccanica, automobile e motocicli, cui si aggiungerà l’elettrotecnica, il cui sviluppo rimarrà nel biennio 2014-15 condizionato dalla debolezza attesa nel ciclo delle costruzioni in Italia e dagli eccessi di capacità nel settore elettrico.

Sopra la media anche i produttori a monte di questi settori, dalla metallurgia ai prodotti in metallo. In assestamento i ritmi di crescita della farmaceutica, protagonista negli ultimi anni di ottime performance, grazie alle doti anticicliche e al potenziamento della base produttiva da parte delle imprese italiane ed estere; lenta anche la crescita dell’elettronica, condizionata dalle forti pressioni competitive sui mercati internazionali.
I settori produttori di beni di consumo del Made in Italy, così come i prodotti per le costruzioni, proseguiranno nel processo di rafforzamento che, a fronte di significativi recuperi sul piano reddituale, lascerà la produzione nel 2018 su livelli lontani da quelli pre-crisi, in particolare per i comparti più condizionati dalla crisi dell’edilizia (mobili, elettrodomestici, prodotti per le costruzioni).

Consulta i dati del Rapporto dei settori industriali di Intesa Sanpaolo e Prometeia.

Data di pubblicazione: 29/05/2014 15:17
Data di aggiornamento: 29/05/2014 15:37