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Studente e lavoratore

Studiare all'Università lavorando è una buona idea? In Italia circa 4 studenti su dieci studiano e lavorano, un dato in calo negli ultimi anni.

Luciano D’Amico, rettore dell’Università di Teramo ed ex-studente lavoratore, offre agli studenti che hanno bisogno di mantenersi mentre frequentano la possibilità di guadagnare lavorando per l’università: pulizia, lavoro in mensa, gestione della biblioteca e di altri servizi. Gli studenti vengono pagati come i lavoratori delle aziende esterne a cui erano appaltati questi servizi.
Va nella direzione del darsi da fare già mentre si studia anche un articolo dell’Economist che esorta “invece che fare un business plan, fai un business” e riporta l’esperienza di due docenti dell’Università del Maryland che su questa filosofia hanno provato a impostare il proprio corso.
Infine, Il Sole 24Ore sostiene che nel 2011 lavoravano 4 studenti italiani su 10 (in linea con la media europea) e non tutti per motivazioni strettamente economiche. Il dato è comunque in flessione: negli anni Novanta lavorava la maggioranza assoluta della popolazione studentesca europea.
Tuttavia, se si vuole approfondire questo argomento dobbiamo guardare all'ultima Indagine Eurostudent che ci dice come la percentuale degli studenti lavoratori sia pari al 39% del totale, stabile da tre anni, dopo un periodo di contrazione a ridosso della riforma universitaria. Tuttavia, rispetto a vent'anni fa, il lavoro studentesco appare oggi meno diffuso. In quel periodo, l’Indagine Eurostudent aveva rilevato una crescita importante degli studenti con un lavoro, tanto da rappresentare la maggioranza assoluta della popolazione studentesca, con trend analogo a quello presente in tutti i maggiori Paesi europei.
Il lavoro saltuario / occasionale (23,2%), oggi è diventato prevalente rispetto al lavoro continuativo (16,4%), con un sostanziale cambiamento rispetto agli anni Novanta.
Il lavoro appare più diffuso fra gli studenti di origine sociale non privilegiata, con una percentuale del 41,7%.
Tuttavia, anche fra gli studenti in condizione privilegiata, ovvero con genitori laureati, il lavoro retribuito è ampiamente diffuso, con il 29,8% dei casi; questo conferma che non si lavora soltanto per una motivazione economica.
Il lavoro saltuario è oggi non solo la forma prevalente di lavoro, ma è diffuso in modo sostanzialmente omogeneo in tutte le tipologie di studenti: maschi e femmine, in sede e fuori sede, con background socioeconomico alto o basso, iscritti a corsi di primo e di secondo ciclo ecc..., con percentuali oscillanti intorno a 16-18%, in tutto l’arco di età fino ai 27 anni. Oltre questa età comincia a prevalere il lavoro continuativo. Per gli studenti, la diffusione del lavoro saltuario sembra quindi seguire logiche simili a quelle tipiche del mercato del lavoro giovanile.

 

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Target: Persone in cerca di lavoro, Studenti e allievi istruzione e formazione
Tipologia:
Data di pubblicazione: 12/03/2014 11:41
Data di aggiornamento: 12/03/2014 11:46