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Il 40% della disoccupazione giovanile si può evitare

Il 40% della disoccuapazione giovanile potrebbe essere facilmete evitato con una buona attività di orientamento e di aiuto alla transizione dei giovani dalla scuola al lavoro. E' quanto afferma lo studio McKinsey "Studio ergo Lavoro", che sarà disponibile dal 28 gennaio 2014.

I risultati della ricerca evidenziano come le cause del problema della disoccupazione giovanile (tra i 15 e i 29 anni) siano solo in parte riconducibili alla recente crisi economica. Al contrario, il fenomeno è radicato nel nostro Paese da lungo tempo e ha natura strutturale: negli ultimi vent’anni, infatti, la probabilità per un giovane sotto i 30 anni di essere disoccupato è risultata essere stabilmente 3,5 volte superiore alla popolazione adulta (la media europea si attesta a 2).

Tre cause sono all’origine della difficile transizione dei giovani dalla scuola al mondo del lavoro:

  1. Sbilanciamento quantitativo tra domanda delle imprese e scelte dei giovani. A ragione di tale sbilanciamento sta il fatto che, al momento della selezione del percorso di studi, i giovani non hanno piena consapevolezza delle implicazioni lavorative di tale scelta. Nel prendere la decisione, solo il 38% degli studenti intervistati conosce le opportunità occupazionali offerte dai vari percorsi scolastici.
     
  2. Carenza di competenze adeguate ai bisogni del sistema economico. Solo il 42% delle imprese italiane ritiene che i giovani che entrano per la prima volta nel mondo del lavoro abbiano una preparazione adeguata. In Italia stage e tirocini hanno una durata inferiore a un mese in quasi il 50% dei casi nella scuola superiore e in circa il 30% dei casi all’università, e coinvolgono solo la metà degli studenti d’istruzione secondaria e terziaria. 
     
  3. Inadeguatezza dei canali di supporto alla ricerca del lavoro. L’80% dei disoccupati under 30 in Italia utilizza la rete di amici, conoscenti e familiari per cercare lavoro, mentre solo circa un terzo sperimenta i canali istituzionali. Attraverso i canali pubblici (Centri per l’Impiego) passa solo l’1% delle assunzioni dei giovani italiani tra i 15 e i 29 anni.

     
Data di pubblicazione: 27/01/2014 10:31
Data di aggiornamento: 27/01/2014 10:44