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Quadro normativo in Italia

Lo Stato italiano pone, tra i principi fondamentali della Carta Costituzionale, la pari dignità e l’uguaglianza dei diritti dei cittadini, senza distinzione di sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche e condizioni sociali e personali e ne promuove il pieno rispetto e l’attuazione con una serie di interventi di carattere normativo, orientati alla formazione ed alla promozione di strumenti di contrasto alle discriminazioni.
Vediamo, in sintesi le principali norme per contrastare le discriminazioni.

In materia di parità di genere, è di recente approvazione il DLgs 11 aprile 2006, n. 198 che contiene il « Codice delle pari opportunità tra uomo e donna, a norma dell’articolo 6 della legge 28 novembre 2005, n. 246». Il Codice opera come testo unico della normativa vigente in materia di parità fra uomo e donna.

Per quanto riguarda le discriminazioni connesse allo status di immigrato, il decreto legislativo 9 luglio 2003, n. 215 e il successivo Dpcm 11 dicembre 2003, recependo la direttiva 2000/43/CE, ha istituito l’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali, organismo deputato istituzionalmente a promuovere la parità di trattamento e la non discriminazione nei confronti di tutti gli stranieri che vivono in Italia. Fondamentale è la previsione della legittimazione ad agire in giudizio, anche in sostituzione della vittima, da parte di associazioni riconosciute.

Per quanto riguarda la tutela antidiscriminatoria delle persone con disabilità, c’è la legge 1 marzo 2006, n. 67 (« Misure per la tutela giudiziaria delle persone con disabilità vittime di discriminazioni»).
La legge, per quanto riguarda gli strumenti di tutela e le definizioni del concetto di discriminazione e molestia, è ritagliata sul modello del decreto legislativo n. 215/2003, prevedendo la stessa azione di tutela giurisdizionale nei confronti degli atti discriminatori e la legittimazione ad agire in capo alle associazioni che agiscano nel settore della tutela dei diritti dei disabili.
La legge non è ancora pienamente operativa, in quanto è in corso di presentazione un decreto di attuazione che stabilisca le procedure per il riconoscimento della legittimazione ad agire.

In materia di occupazione e di condizioni di lavoro, c’è il decreto legislativo 9 luglio 2003, n. 216, che recepisce la direttiva 2000/78/CE, e si applica a tutte le discriminazioni fondate su religione, convinzioni personali, handicap, età ed orientamento sessuale che si compiano nel mondo del lavoro, dall’accesso alle condizioni di lavoro, all’affiliazione ai sindacati.
Quanto agli organismi deputati ad occuparsi di attività antidiscriminazioni, oltre all’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali, incardinato nel Dipartimento dei Diritti e delle Pari Opportunità , sono previsti alcuni organismi dotati di semplici compiti di monitoraggio, di consultazione o impulso, ma non di veri e propri poteri di tutela o strumenti di intervento, come la Commissione per le Pari Opportunità tra uomo e donna, il Comitato contro la discriminazione e l’antisemitismo, la Consulta per l’Islam italiano, la Commissione consultiva per la libertà religiosa, il Comitato interministeriale per i diritti umani.

Inoltre, presso il Dipartimento per i Diritti e le Pari Opportunità siedono la Commissione interministeriale contro la tratta degli esseri umani e la Commissione interministeriale contro le mutilazioni genitali femminili.
Si aggiungano, inoltre, le figure dei Consiglieri aggiunti di origine straniera e delle Consulte cittadine degli stranieri previsti da alcuni Statuti comunali con semplici funzioni consultive, di impulso o informative.

Infine, il decreto legislativo n. 5/2010 riforma il Codice delle Pari opportunità del 2006, in attuazione della direttiva 2006/54/CE relativa al principio delle pari opportunità.

Per un quadro completo sulla normativa esistente e sulla strategia italiana per dare attuazione all’Anno europeo delle Pari opportunità, clicca qui.

Per avere maggiori informazioni sulle iniziative in corso, sugli studi e sulle novità normative visita il sito della Commissione europea dedicato all’Anno europeo per le pari opportunità, clicca qui

Data: 22/02/2010
Fonte: Redazione

Data di pubblicazione: 15/10/2013 14:49
Data di aggiornamento: 15/10/2013 14:57