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Social network

La ricerca del lavoro è ancora legata ai rapporti tra le persone. E questa è una delle ragioni per le quali siti come Monster (www.monsteritalia.it), Stepstone (www.stepstone.it), InfoJobs (www.infojobs.it), Jobisjob (www.jobisjob.it) o Cliccalavoro (www.cliccalavoro.it) stanno perdendo clienti e vengono sostituiti dai siti di social network, che si basano proprio sui contatti tra le persone.
C’è un numero crescente di siti di social network specificamente pensati per aiutare le persone a raggiungere i propri obiettivi personali e professionali. LinkedIn, Twitter e Facebook sono solo alcuni dei siti più popolari, ma ce ne sono molti di più e continuano a nascerne di nuovi.

Ecco una lista dei principali:

Facebook (www.facebook.com
E’ il più grande social network della rete. Offre agli iscritti un’ampia gamma di applicazioni, giochi, test, possibilità di taggare foto, video, di chattare, di spedire posta e di creare un database di amici enorme, per di farsi conoscere e accrescere contatti e opportunità. Anche la sicurezza è stata migliorata.

Youtube (www.youtube.it)
È una community specializzata nella visualizzazione di video. Chiunque può inserire un proprio video ed in poco tempo farsi notare sul web. Inoltre i video possono essere esportati nei nostri siti e blogs.

Myspace (www.youtube.it)
Questa community raccoglie soprattutto persone che in qualche modo fanno o si interessano di musica. Si possono caricare video, foto, brani mp3. C’è anche una chat.

Messenger (http://home.live.com)
Il suo punto di forza è la chat, ma è altrettanto facile caricare foto, vedersi in video e spedire posta. L’ultima versione, Windows live messenger ha aggiunto nuove funzioni.

Viadeo (www.viadeo.com)
Permette di creare un profilo, caricare foto, chiedere amicizie, e altro ancora ed è utilizzato da molti professionisti per pubblicizzare il proprio business e la propria azienda.

Skype (www.skype.com)
Analogo a Messenger, il suo punto di forza sono le videochiamate e la chat chattare. È possibile acquistare credito per chiamare, con il suo sistema di chiamata vocale, praticamente in tutto il mondo a costi molto bassi.

LinkedIn (www.linkedin.com)
Abbiamo già visto che per i professionisti è il massimo. Utilizzato dai cacciatori di teste e dai direttori del personali delle aziende.

Libero Community (http://digiland.libero.it)
La community di Libero permette di mandare foto, video e creare un profilo o un blog personale. In Italia è un punto di riferimento.

Friendfeed (http://friendfeed.com)
Permette in modo rapido di postare i articoli, mandare foto, cercare amici. Consente di scoprire e discutere delle cose interessanti che i vostri amici trovano sul web.

Twitter (http://twitter.com)
È utilizzato sempre più spesso dai potenziali datori di lavoro per trovare il profilo più adatto.

Se esaminassimo i curricula inseriti in Linkedin, ossia il più grande network di professionisti al mondo, saremmo stupiti nel notare come in realtà si trovi un vocabolario povero e scontato.
La prima cosa che bisogna ricordare è che oggi l’identità digitale non è altro che un’estensione di chi siete nella vita reale: qualunque contenuto faccia riferimento a voi sul web, che sia un messaggio, un articolo o anche solo una parola, trasmette un messaggio su chi siete, sui vostri interessi, le vostre passioni, come vi presentsate, la vostra esperienza.
Per questo è fondamentale saper gestire la propria identità virtuale. Oggi il vostro profilo sui social network è anche il vostro curriculum vitae. Ma attenzione: su un social network espressioni come “vasta esperienza e comprovata esperienza” potrebbero non voler dire nulla per un potenziale datore di lavoro. Anzi potrebbero danneggiarvi. Quindi, se avete messo nel vostro cv una di queste 10 parole o locuzioni – innovativo, dinamico, motivato, vasta esperienza, proattivo, propenso al lavoro in team, comprovata esperienza, valore aggiunto, orientato ai risultati, spiccate capacità di problem solving – fareste meglio a toglierle subito. Piuttosto mettete in risalto gli anni di esperienza o che avete saputo aumentare le vendite del 300 per cento.
Insomma, evidenziate i risultati realmente raggiunti perché è questo che interessa davvero a un potenziale datore di lavoro o collaboratore. Dovete far sapere agli altri cosa sapete fare e cosa siete riusciti a realizzare in passato. In altre parole, raccontate la vostra esperienza in modi inconsueti e siate unici piuttosto che riproporre quello che hanno già scritto centinaia di altre persone.

Se inviate una richiesta tramite LinkedIn o tramite un altro sito di social network, rispondete ad ogni singolo riscontro che ricevete, anche quando non siete interessati. Ignorare le persone è il metodo giusto per assicurarvi di essere ignorati a vostra volta in futuro.
Coloro che vi forniscono il nome di qualcuno da contattare mettono in gioco la loro reputazione con quella persona. Indipendentemente da quanto vi interessi, inviate almeno un breve e cortese messaggio di riscontro ad ogni persona che vi viene segnalata. Non potete sapere quali opportunità si presenteranno in futuro.

Un social network si rivela uno strumento essenziale per creare nuove opportunità professionali; l’importante è usarlo con consapevolezza ed evitare alcuni errori tanto banali quanto pericolosi. 
La prima cosa da considerare è che LinkedIn, a differenza di altri social network, è focalizzato sullo specifico tema del lavoro. Si dovrà dunque creare un profilo che abbia caratteristiche professionali, sintetico, ma ricco di informazioni, preciso e conciso. E’ fondamentale inserire molte parole chiave in grado di favorire la ricerca attraverso il motore interno del social network. Un motore di ricerca utile non solo per essere trovati dalle aziende, ma anche quando saremo noi a cercare lavoro. 

La seconda regola da seguire è quella di creare una rete di contatti e poi curarla: mai lasciare cadere nel vuoto gli inviti inviati, leggere e commentare ciò che scrivono i propri contatti, proporre temi e argomenti di discussione. L’errore più comune invece è quello di creare un profilo facendo il copia-incolla dal proprio cv.
Ingenuo, oltre che controproducente, è anche mentire: non c’è niente di più facile che essere scoperti in rete, gli head hunter usano molto il web per capire se la carriera di una persona corrisponde a quanto viene dichiarato. Un altro errore maldestro è fare autopromozione a tutti i costi.
Va detto che in fondo LinkedIn non ha ‘inventato’ nulla: le regole di comportamento nelle relazioni di lavoro sul web sono le stesse che osserviamo nella nostra nella vita professionale reale. E nella rete, come nella vita, mostrare conta di più di dire. Insomma, se si esordisce in una discussione definendosi un grande esperto di un certo argomento, sarà facile scatenare antipatia negli altri miei interlocutori, soprattutto se le competenze tanto decantate alla fine non ci sono.
Per essere apprezzati, molto meglio intervenire rendendosi utili, dando consigli e suggerimenti basati sulla propria esperienza. Un buon sistema è linkare un blog professionale o segnalare articoli interessanti per dimostrare il possesso di competenze specifiche e mirate utili quando si partecipa ai gruppi, all’interno dei quali si svolgono discussioni tra pari.

LinkedIn permette a qualcuno di scrivere una segnalazione riguardante un nostro lavoro, di contattare una persona conosciuta in grado di segnalare le nostre ‘soft skills’, promuover quelle competenze trasversali che vanno dalla capacità di leadership alla disponibilità a collaborare all’interno di un gruppo. Si tratta di attitudini che possono essere apprezzate da un potenziale datore di lavoro.
Non ha senso invece invece “mettere in piazza” le passioni e gli interessi che non hanno nulla a che fare con il mondo del lavoro. Del resto la stessa struttura di LinkedIn scoraggia questo atteggiamento: ad non è possibile caricare album di foto, che nella maggior parte dei casi non servono molto per dare l’idea delle proprie competenze. È invece possibile linkare il proprio blog o profilo twitter, se lo si usa per lavoro.
Questo non significa che si debba evitare sempre di parlare delle proprie passioni; se sono legate al tipo di lavoro svolto o desiderato possono aiutare a tessere relazioni e cogliere opportunità.
Poiché sul web, come nella vita reale, conta la reputazione che ci si costruisce, anche la scelta delle persone che entreranno a far parte della nostra rete di relazione dovrà essere accurata: “È meglio puntare alla qualità piuttosto che alla quantità: accettare una persona nella propria rete di contatti significa darle una sorta di “fiducia” che rappresenta, per gli altri, una garanzia di affidabilità. Dunque, attenzione a permettere a chiunque, soprattutto a persone che non si conoscono, di associare la propria reputazione al vostro nome. 

Data: 18/07/2011
Fonte: Redazione

Data di pubblicazione: 02/10/2013 14:40
Data di aggiornamento: 02/10/2013 15:20