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Legge 215/1992

La legge 215/1992 prevede azioni positive per l’imprenditoria femminile come agevolazioni per la creazione di nuove imprese o il miglioramento di quelle esistenti. La legge 215/1992 è lo strumento principale di agevolazione attraverso il quale vengono messi a disposizione dell’imprenditoria femminile stanziamenti, sotto forma di contributi in conto capitale, erogati a fronte di investimenti.
La legge è nata per agevolare la nascita e lo sviluppo delle imprese femminili che operanti in diversi settori dell’economia, quali:

  • l’agricoltura;
  • il manifatturiero e assimilati;
  • il commercio, il turismo e i servizi.

Vengono invece esclusi i seguenti settori di attività:

  • produzioni siderurgiche;
  • costruzioni e riparazioni navali;
  • produzioni di fibre tessili artificiali.

La legge prevede (a partire dal VI Bando, emanato a fine 2005) le seguenti agevolazioni:

  • contributi a fondo perduto;
  • finanziamenti a tasso agevolato.

Destinatari
Possono beneficiare delle agevolazioni le imprese che appartengono ai seguenti settori di attività:

  • agricoltura;
  • manifatturiero e assimilati;
  • commercio, turismo e servizi.

All’interno di ogni settore sono tuttavia previste alcune limitazioni , per questo è consigliabile richiedere maggiori informazioni presso gli Sportelli informativi delle Camere di commercio.
Le imprese beneficiarie dovranno avere i seguenti requisiti:

  • Prevalente partecipazione femminile
    Nelle ditte individuali, il titolare deve essere una donna, mentre, nelle società di persone e società cooperative, almeno il 60% dei soci devono essere donne.
    Nelle società di capitali infine, almeno i 2/3 delle quote devono appartenere a donne e l’organismo di amministrazione deve essere composto da donne per almeno i 2/3.

     
  • Dimensione di piccola impresa
    Secondo quanto stabilito dal decreto del Ministero delle attività produttive del 18 aprile 2005.

Sono beneficiare delle agevolazioni previste dalla legge 215/1992 anche le donne già imprenditrici, che potranno presentare domanda per:

  • realizzazione di progetti aziendali innovativi;
  • per l’introduzione di qualificazione e innovazione di prodotto, tecnologica o organizzativa, anche finalizzata all’ampliamento e all’ammodernamento dell’attività;
  • acquisizione di servizi reali per l’aumento della produttività, l’innovazione organizzativa, il trasferimento delle tecnologie, la ricerca di nuovi mercati per il collocamento dei prodotti, l’introduzione di nuove tecniche di produzione, di gestione e commercializzazione, nonché di sviluppo di sistemi di qualità.


Spese e iniziative ammissibili
La legge 215/1992, a favore dell’imprenditorialità femminile, finanzia le seguenti tipologie di spese:

  • l’avvio di una nuova attività;
  • l’acquisto un’attività preesistente;
  • la realizzare progetto aziendale innovativo se si ha già un’impresa.

Sono ammessi alle agevolazioni i progetti che prevedono un investimento complessivo ammissibile non inferiore a 60.000 euro e non superiore a 400.000 euro, finalizzati a:

  • avvio di attività imprenditoriali;
  • acquisto di attività preesistenti;
  • realizzazione di progetti aziendali innovativi;
  • acquisizione di servizi reali destinati all’aumento della produttività, all’innovazione organizzativa, al trasferimento delle tecnologie, alla ricerca di nuovi mercati, all’acquisizione di nuove tecniche di produzione, di gestione e di commercializzazione, nonché per lo sviluppo di sistemi di qualità.

Sono ammissibili alle agevolazioni le spese relative a:

  • impianti generali (elettrico, riscaldamento e condizionamento, antifurto ecc…);
  • macchinari e attrezzature;
  • brevetti;
  • software;
  • opere murarie e relativi oneri di progettazione e direzione lavori;
  • studi di fattibilità e piani d’impresa.

Non sono in alcun caso ammissibili alle agevolazioni le spese relative a:

  • beni usati;
  • acquisto di terreni e fabbricati;
  • beni realizzati in economia o comunque oggetto di autofatturazione;
  • spese di avviamento;
  • spese di funzionamento e per scorte;
  • mezzi mobili targati di trasporto merci non indispensabili all’attività produttiva;
  • beni ad uso promiscuo;
  • imposte, tasse e bolli;
  • costo del rilevamento in caso di cessione tra coniugi o tra parenti entro il secondo grado;
  • quota del socio che appartenga, in caso di rilevamento di attività preesistente, sia all’impresa cessionaria che alla cedente;
  • costo del rilevamento in caso di acquisto di attività preesistente nel settore agricolo primario.

Agevolazioni
L’importo delle agevolazioni è concesso per il 50% sotto forma di contributo in conto capitale e per il restante 50% sotto forma di finanziamento ad un tasso di interesse agevolato pari allo 0,50 % annuo.
Le agevolazioni sono calcolate in base ai limiti massimi consentiti dalla normativa comunitaria in materia di aiuti di Stato alle imprese in relazione alla localizzazione dell’impresa e sono espresse in Equivalente Sovvenzione Netto ( Esn), e/o Equivalente Sovvenzione Lordo ( Esl).
Per le iniziative di acquisto di servizi reali la misura dell’agevolazione è pari al 30% Esl, elevabile fino al 40% Esl nelle aree territoriali svantaggiate.

Come richiedere i contributi
Le domande di agevolazioni sono inviate al Ministero delle attività produttive o alla Regione/Provincia autonoma in caso di integrazione delle risorse statali con fondi regionali.
L’attività istruttoria è finalizzata alla verifica dell’ammissibilità ed alla valutazione tecnico-economica dei progetti.
L’istruttoria si conclude con un giudizio positivo o negativo sull’agevolabilità dell’iniziativa e con l’attribuzione dei punteggi sulla base dei criteri di priorità previsti(cfr. oltre). Per le domande istruite con esito positivo, si procede alla formazione di specifiche graduatorie regionali articolate per tre macrosettori di attività (“agricoltura”, “manifatturiero e assimilati”, “commercio, turismo e servizi”). I criteri di priorità per la formazione delle graduatorie, validi su tutto il territorio nazionale, sono i seguenti:

  • rapporto tra occupati complessivi attivati dal programma e investimento complessivo ammissibile;
  • rapporto tra donne occupate attivate dal programma e investimento complessivo ammissibile;
  • rapporto tra “nuovi investimenti” ammessi alle agevolazioni (al netto delle spese agevolabili del rilevamento nei casi di acquisizione di attività preesistente) e “investimenti totali”;

Ai questi criteri può aggiungersi un criterio di priorità regionale, individuato dalle regioni/province autonome che hanno provveduto ad integrare le risorse statali con propri fondi.

Una volta approvate le graduatorie, il Ministero delle attività produttive provvede alla pubblicazione delle stesse sulla Gazzetta Ufficiale. L’Amministrazione competente procederà, dunque, all’emanazione dei provvedimenti di concessione delle agevolazioni, secondo l’ordine decrescente di graduatoria e fino ad esaurimento delle risorse disponibili per ciascuna regione/provincia autonoma e per ciascun macrosettore.
L’erogazione delle agevolazioni viene effettuata in due quote. Ciascuna quota è erogata per il 50% del relativo importo nella forma di contributo in conto capitale e per il restante 50% nella forma di finanziamento agevolato.
La prima quota, pari al 30% delle agevolazioni concesse, è resa disponibile dal trentesimo giorno successivo a quello di pubblicazione delle graduatorie sulla Gazzetta Ufficiale; la seconda quota, pari al 70%, è resa disponibile alla scadenza dei sei mesi dalla suddetta data per i programmi di investimento che abbiano durata fino a dodici mesi, e alla scadenza dei dodici mesi dalla medesima data di pubblicazione per i programmi con durata superiore.

La legge 215/1992 è stata interamente recepita dal Codice delle Pari opportunità tra uomo e donna, emanato con Dlgs 198/2006. Per consultare il testo del nuovo Codice, clicca qui.
È possibile richiedere maggiori informazioni sulle agevolazioni e lo stato di attuazione delle legge 215/1992 presso:

  • gli sportelli Nuova Impresa e If (Imprenditorialità femminile: www.imprenditoriafemminile.camcom.it) presso le Camere di commercio;
  • gli spazi che le singole Regioni hanno dedicato all’imprenditorialità presenti presso le singole sedi territoriali della Regione.

Presso questi enti è inoltre possibile:

  • partecipare ai seminari di orientamento;
  • chiedere un colloquio di orientamento personalizzato;
  • richiedere l’assistenza tecnica specializzata per la stesura del progetto e la formulazione della domanda di contributo. 

Data: 25/02/2008
Fonte: Redazione

 

Data di pubblicazione: 16/10/2013 16:43
Data di aggiornamento: 16/10/2013 17:12