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Come scegliere

Le possibilità sono certamente moltissime per un ragazzo che esca dalla terza media. Per fare la scelta giusta dovrà potersi consigliare con la famiglia, ma soprattutto con gli insegnanti che conoscono le potenzialità e le aspirazioni di ciascun allievo e che sono la fonte più attendibile sulle reali capacità scolastiche dei ragazzi.
Bisogna poi confrontare le aspirazioni, gli interessi, le capacità, con i percorsi scolastici che sono effettivamente a disposizione, tenendo conto degli sbocchi lavorativi che questi possono offrire. Dopo aver deciso bisogna esaminare con attenzione che cosa comporta l’iscrizione: dove, come e quando ci si può iscrivere.
È bene consigliare di prevedere una soluzione di riserva, un altro indirizzo di studi, in modo da non trovarsi senza prospettive se la prima scelta effettuata non dovesse funzionare. Per scegliere bene è necessario conoscere tutti i percorsi scolastici e le loro diverse caratteristiche (durata dei corsi, orari, materie, sedi, indirizzi) e sapere quali sono i lavori a cui preparano i diversi percorsi scolastici ed i vari sbocchi professionali possibili. Inoltre è bene essere aggiornati sulla situazione e sulle prospettive del mercato del lavoro nella propria zona.
Per scegliere l’indirizzo della scuola media superiore è utile badare alle proprie capacità di oggi, tenendo però conto che domani si potranno migliorare. Raffaele Simone, che è uno dei nostri maggiori studiosi di grammatica e lingua italiana, ha raccontato che da ragazzo andava malissimo in grammatica e la odiava. E Simone è in buona compagnia.
Il sommo fisico Albert Einstein ebbe difficoltà per essere ammesso al Politecnico di Zurigo, mentre qualche tempo prima, il grandissimo naturalista inglese Charles Darwin fu accompagnato dal padre per imbarcarsi come mozzo su un brigantino che doveva fare una lunga navigazione attraverso vari oceani. Il capitano della nave lo esaminò e poi disse al signor Darwin padre che il ragazzo era un buon ragazzo, che lo avrebbe dunque preso a bordo volentieri. “Peccato -aggiunse- che il ragazzo non ha per niente spirito d’osservazione”.
Il brigantino si chiamava Beagle. Il suo nome è famoso nella storia della scienza perché proprio durante quel viaggio il giovane Darwin, privo di “spirito d’osservazione”, raccolse una grandissima quantità di dati sulle più varie specie animali e gettò le basi per la sua teoria evoluzionistica della diversità delle specie viventi.

Data: 09/11/2009
Fonte: Redazione

 

Data di pubblicazione: 08/10/2013 12:40
Data di aggiornamento: 08/10/2013 12:42

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